lunedì 13 dicembre 2010

Il panettone classico con lievito madre. Ed è già Natale!!




Carissimi amici, e amiche,
basta pronunciare il nome di questo dolce per evocare l' atmosfera magica del Natale.
Simbolo Natalizio per eccellenza il Panettone porta con sè molte legende legate alla sua nascita. La più simpatica che viene tramandata è questa che vi riporto: Alla corte del Duca Ludovico il Moro, Signore di Milano la sera della Vigilia si tenne una grande e sfarzosa cena. Tutto andò a meraviglia, ma disgraziatamente il dolce destinato a concludere in bellezza quella cena memorabile si bruciò!! L' intera cucina venne colta dal panico totale.

Per rimediare al disatro, uno sguattero di cucina di nome Toni - propose un dolce che aveva preparato da se e per sè, usando semplici ingredienti avanzati.
Il dolce da lui proposto altro non era che un pane dolce, arricchito con burro, uova e frutta candita. Fu dunque questo il dolce salva Vigilia che la brigata di cucina presentò agli ospiti del Duca.

Il successo riscosso dal quell' inconsueto pane fu talmente grande che gli ospiti chiesero al Duca di conoscerne l' artefice. Toni si fece timidamente avanti dicendo che non aveva ancora dato nessun nome. Il Duca entusiasta di quella creazione e della bella figura che Toni gli aveva fatto fare, lo battezzò con il nome del suo creatore: " il pan del Toni", ossia il Panettone.

Da quel giono il panettone diventò il dolce di natale per eccellenza. La tradizione in passato voleva che fosse sempre fatto in casa, sotto il controllo del capo famiglia che, al termine della preparazione, prima che il panettone fosse infornato vi incideva sopra una croce con un coltello affilato, in segno di benedizione per il nuovo anno.

Oggi purtroppo questa tradizione è sparita ma spero con questo mio post di invogliarvi a riportare nelle vostre case il piacere di dedicare alla vostra famiglia la tradizione di questo dolce fatto in casa!!

Buona preparazione ...

Ingredienti: per 1 panettone da kilo e 2 da 500 gr


....Oppure 2 panettoni da kilo


Primo impasto:
  • 500 gr di farina 00 tipo manitoba W 320
  • 200 gr di zucchero
  • 200 gr di acqua
  • 175 gr di tuorlo d’uovo
  • 16 gr di latte fresco intero
  • 175 gr di lievito madre rinfrescato
  • 1 gr di sale
  • 175 gr di burro
Totale primo impasto: 1467 gr circa

Secondo impasto:
  • 1467 gr di primo impasto
  • 50 gr di farina tipo manitoba W 320
  • 3 gr di sale
  • 20 ml di aroma spumadoro
  • 16 gr di tuorlo
  • 16 gr di uova intere
  • 60 gr di zucchero semolato
  • 16 gr di acqua
  • 18 gr di lecitina di soia
  • 8 gr di burro di cacao micronizzato
  • 75 gr di burro
  • 160 gr di arancia candita
  • 90 gr di cedro candito
  • 150 gr di uvetta sultanina ammollata il giorno prima in acqua e marsala secco
Totale secondo impasto: 2132 gr circa


Procedimento:

Iniziamo con il rinfrescare la mattina la pasta madre; partendo con il primo rinfresco alle 7 del mattino avremo la pasta madre pronta per andare in produzione alle 18:30 ora in cui partiremo con il preimpasto del nostro Panettone classico.
Per rinfrescare la pasta madre procediamo come segue:
Ore 7 - Bagno purificatore
Preleviamo dal frigo la pasta madre e lasciamola acclimatare per circa 30 min. a temperatura ambiente. Riempiamo un contenitore d'acqua a 38° circa, trascorsi i 30 min. tagliamo il lievito madre a fette di 3 cm circa e immergiamoli nell' acqua per il bagno per 30 /45 min. circa (secondo l' acidità che pensiamo di togliere).
 
Ore 8 - Primo rinfresco preparatorio:
Passati i 30 min. strizziamo il lievito dal bagno purificatore e pesiamone 100 gr; mettiamo il lievito nell' impastatrice e uniamo 100 gr di farina manitoba e 40 gr di acqua a 25°. Impastiamo per circa 10 min. a vel. 1 ottenendo un impasto unito e omogeneo. Stringiamo l' impasto con le mani dandogli la forma di una sfera, incidiamo la superficie a croce e sistemiamola in un contenitore di plastica, coprendola con un telo pulito. Mettiamo la nostra pasta madre a lievitare ad una temperatura di 28° 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità). Lasciarla a lievitare 3, 30 ore circa.
Ore 11,30 - Bagno purificatore:
Prendiamo la pasta madre ormai raddoppiata, scopriamola e togliamola dalla ciotola in cui l' avevamo messa; aiutandoci con un coltello a sega eliminiamo eventuali croste che si saranno formate in superficie, tagliamola a fette e rimettiamola a bagno in acqua a 20° per altri 30 min.
Ore 12,00 - Secondo rinfresco preparatorio:
Strizziamo nuovamente la pasta madre, mettiamone 100 gr nell'impastatrice aggiungiamo 200 gr di farina manitoba e 80 gr di acqua a 25°. Impastiamo il tutto per 10 min. circa, otterremo un impasto unito. Stringiamo l' impasto dandogli la forma di una sfera, formiamo sulla superfice un taglio a croce abbastanza profondo; sistemiamo l' impasto in un contenitore di plastica copriamo con il telo e facciamo lievitare 3,30 h ad una temperatura di 28° / 30° con (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità). 
Ore 15,30 - Terzo rinfresco preparatorio:
Prendiamo la pasta madre dal contenitore dove l'avevamo messa, con l'aiuto di un coltello a sega eliminiamo la crosta esterna. Senza effettuare nessun altro bagno pesiamone 150 gr mettiamola nell'impastatrice aggiungiamo 300 gr di farina e 120 gr di acqua e impastiamo per 10 min. circa, otterremo un impasto omogeneo. Pesiamone 200 gr appena rinfrescata, avvolgiamola in un sacco di propilene, e successivamente in un telo, leghiamola con una corda resistente e mettiamolo in frigo per le produzioni successive. Stingiamo il rimanente impasto, diamogli la forma di una sfera, formiamo sulla superficie una croce adagiamola in un contenitore di plastica copriamolo con un telo e facciamolo lievitare fino al raddoppio ad una temperatura di 28° / 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).Passate 3,00 h il lievito madre è pronto per iniziare il suo lavoro nell' impasto del panettone classico con lievito madre
NB: vi avanzerà circa 150 gr di pasta madre oltre a quella che utilizzerete per il panettone, decidete Voi che farne, io ho fatto una pagnotta di pane pugliese!!
Ore 18,30:
La nostra pasta madre è pronta per essere utilizzata per fare il nostro panettone classico con lievito madre, scopriamo il contenitore, con l'aiuto di un coltello a sega eliminiamo la crosta esterna e senza effettuare nessun altro rinfresco pesiamo la dose di pasta che ci serve come indicato nella ricetta e cioè 175 gr.
 

Ore 18, 30 - Primo impasto:
Pesiamo tutti gli ingredienti del preimpasto e inseriamo nella ciotola dell' impastatrice i seguenti ingredienti: la farina, lo zucchero, il sale, i tuorli, il latte, l'acqua e il lievito madre.

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Partendo dalla velocità 1 per 5 minuti. Poi pian piano spostiamo il selettore alla velocità 2/ 2,5. 
In tutto dobbiamo impastare 40 minuti.
Passati i primi 30 minuti l'impasto avrà formato la maglia glutinica e risulterà liscio a questo punto aggiungiamo il burro precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente



e continuiamo ad impastare per 10 min. circa, avendo l'accortezza di staccare un paio di volte l'impasto dal gancio. Al termine avremo un' impasto liscio ed omogeneo.
Ore 19, 15 - Lievitazione:
Depositiamo l' impasto che dovrà risultare liscio ed omogeneo con una bella maglia glutinica formata,
 
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all' interno di contenitore di plastica e mettiamo a lievitare ad una temperatura di 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).Se la lievitazione avviene in un ambiente senza il controllo dell'umidità copriamo il contenitore con un foglio di domopack. Una lievitazione stabile a quella temperatura, fa si che il prodotto raggiunga la sua lievitazione in 12 ore circa, se passato questo tempo non risultasse pronto, attendete.
Vi ricordo che anticipare i tempi non conviene, si rischia che il prodotto rimanga molto chiuso, o che stenti nella lievitazione finale.
Laviamo l'uvetta e mettiamola a bagno per 30 minuti in acqua tiepida, fatto ciò scoliamola, mettiamola in un contenitore e copriamo con del marsala secco, lasciamo in immersione per tutta la notte, la mattina seguente prima di effettuare il secondo impasto scoliamola dal marsala e lasciamola asciugare senza strizzarla per un paio d' ore.
Ore 8, 15 - Impasto finale:

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Pesiamo tutti gli ingredienti del secondo impasto. Versiamo gli ingredienti come ve li elenco qui di seguito, Preimpasto, farina, sale, aroma spumadoro, facciamo amalgamare bene il tutto 5 min. a velocità 1,
 

quando è diventato un corpo unico, aggiungiamo il tuorlo d' uovo e le uova intere e continuiamo ad impastare 5 minuti  a velocità 2.
 

Passati questi 5 minuti l' impasto sara diventato ben amalgamato, pe cui aggiungiamo lo zucchero semolato e continuiamo ad impastare per altri 5 minuti alla stessa velocità,
 

aggiungiamo l' acqua e continuiamo ad impastare per altri 5 minuti a velocità 2. Una volta raggiunta l' omogeneità dell' impasto uniamo il burro morbidissimo, il burro di cacao setacciato, e la lecitina di soia granulare e continuiamo ad impastare per altri 10 minuti sempre a velocità 2.
 

Scaduto questo tempo aggiungiamo l' arancia candita tagliata a cubetti, il cedro candito tagliato a cubetti e l' uvetta sultanina ben sgocciolata e impastiamo ancora 5 minuti ma questa volta a velocità minima.

Ore 9, 15 - Riposo pasta:
Togliamo l' impasto dall' impastatrice che dovrà risultare liscio e omogeneo e con una bella maglia glutinica formata, rovesciamolo sul tavolo


e sbattiamolo un pò sul tavolo prendendo i lembi da una parte e ribaltandoli alla parte opposta sulla pasta, dopo poniamolo all' interno di un contenitore di plastica,
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e lasciamolo riposare in forno ad una temperatura di 28° / 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità) per il riposo che forma la forza all' impasto stesso, se il riposo avviene a temperatura ambiente, potete coprire l' impasto con un foglio di domopack.
Ore 10, 30 - Pezzatura del panettone:
Terminato il processo di messa in forza dell' impasto, che naturalmente si vede a colpo d' occhio, poichè l' impasto avrà già cominciato a lievitare,
 

prendiamo il nostro impasto, lo rovesciamo sul tavolo e lo lavoriamo prendendo un lembo e ribaltandolo sopra all' impasto stesso.Facciamo questa operazione per un paio di volte, dopo iniziamo la fase di spezzatura, per cui dividiamo l' impasto in due pezzi da 530 gr e un pezzo da 1100 gr.
 
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Prendiamo i panetti spezzati, ungiamo il tavolo con del burro e ungiamoci anche le mani, fatto questo iniziamo a formare i panetti con il metodo della pirlatura o arrotondamento, praticamente facciamo girare l' impasto tra le mani come una trottola al fine di omogenizzare la forza dell' impasto e conferire una forma sferica regolare.
 

Poniamo i panetti così formati sul tavolo a riposare 30 minuti coperti con un foglio di domopack per evitare che si formi in superficie la pellicina.

Ore 11, 30 - Formatura del panettone:
Riprendiamo i nostri panetti già precedentemente "pirlati" e ripetiamo l' operazione esatta a quella descritta sopra, sentiremo subito l' ottimale forza della pasta e la leggerezza che sta producendo l' anidrde carbonica che va a formarsi all' interno dell' impasto.
 

Effettuata nuovamente la pirlatura adagiamo i panetti nei rispettivi pirottini con il cosiddetto "foro di pirlatura" (si chiama così la parte di pasta che durante la rotazione rimane a contatto con il tavolo) verso il basso.

 
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Mettiamo i panettoni sulla grata del forno ad una temperatura stabile di 28 / 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità) dalle 6 alle 8 ore.
Ore 19, 30 - Cottura del panettone:
Il nostro panettone è pronto per la cottura, come potete vedere dalla foto ha quasi raggiunto il bordo, tiriamoli fuori dal forno e lasciamoli a temperatura ambiente per 30 minuti circa per fargli formare una sottile pelle, nel frattempo accendiamo il forno e impostiamo la temperatura a 160°.

Passati i tempi della formatura sottile della pelle nel panettone, ( prendiamo un coltellino, o una lametta o un tagliabalza, e incidiamo in modo netto e deciso la forma di una croce,
 
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se ci sentiamo sicuri possiamo provare a fare la scarpatura che consiste nell'incidere sottopelle il panettone fino ad alzare le punte della croce. Spennelliao con del burro fuso e ribaltiamo verso l' interno i lembi.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura inforniamo i panettoni a 160° per 40 minuti a forno statico e poi i rimanenti 20 min. a forno ventilato per farlo asciugare.

Ore 20, 30 / 20,45 - sformatura del panettone:
E' arrivato il momento di sfornare i nostri panettoni. Preventivamente prepariamo i ferri per capovolgere il panettone e prepatiamo le sedie. Sforniamo i panettoni quindi infilziamoli alla base con i ferri e capovolgiamoli poggiandoli sulle sedie. 
 
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I panettoni così capovolti dovrenno rimanerci per almeno 2 ore per evitare il collasso e devono subire almeno 10 ore di raffreddamento prima di essere confezionati.
Ore 7, 00 del mattino Confezionammento:

Con questa ultima fase importante termina "finalmente" il lavoro; prendiamo il panettone utilizzando dei guanti in lattice (questo serve per evitare che si formino delle muffe nel panettone), porlo all' interno di un sacchetto in propilene per alimenti all'interno del quale avremmo nebulizzato dell' alcool buongusto a 95°.
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Il panettone raffreddato correttamente e così confezionato, conservato in un ambiente asciutto e fresco, rimane inalterato e soffice per almeno 120 giorni.
Eccoli qui pronti per essere regalati!!

Il servizio:
Poco prima di servirlo mettiamo il nostro panettone vicino ad una fonte di calore questo farà si che il burro si addolcisca e il panettone riacquisti la sua originale fragranza.
Mettiamolo su un piatto da portata, e tagliamolo a fette.
Il nostro panettone è pronto!!

Spero Vi piaccia...

Buon Natale a tutti!!

I vini consigliati dall' enologo Calogero Statella sono:

Considerazioni: valgono le stesse considerazioni fatte per il pandoro. Il panettone è chiaramente diverso dal pandoro ma il Moscato d'Asti d.o.c.g. va benissimo per entrambi.
Francesco

NB: questa ricetta è stata liberamente tratta dal libro "la pasta lievitata secondo l' Etoile" di Francesco Favorito che ho avuto il piacere di conoscere.
Editore Boscolo Etoile.

sabato 11 dicembre 2010

Il pandoro...finalmente una stella d' oro sulla tavola di Natale




Carissimi amici e amiche,
Natale si avvicina e con esso quell' atmosfera tipica che racchiude in sè non solo ilo scambiarsi i regali, ma tutte quelle preparazioni tipiche che puntualmente ogni anno affiorano sulla nostra tavola per farci trascorrere con le persona a noi più care la festività del santo Natale....

Quello che vado a proporVi oggi è una golosità tipica veronese, città in cui ho vissuto per anni e alla quale sono molto legato.

Il nome "Pandoro" descrive perfettamente il colore che ne caratterizza la pasta, giallo oro, conferitagli dalle uova. La consistenza soffice e leggera, il sapore delicato e leggermente profumato ne fanno di questo dolce qualcosa di unico e speciale allo stesso tempo...

Ma bando alle ciance veniamo alla ricetta!!



Ingredienti: per 2 pandori da 750 gr

Lievitino :
  • 142 gr di farina 00 tipo manitoba
  • 47 gr di patate lessate schiacciate
  • 32 gr di tuorlo d’uovo
  • 63 gr di acqua
  • 2 gr di sale
  • 52 gr di lievito madre
  • 8 gr di lievito di birra
Totale lievitino: 346 gr circa

Primo impasto:
  • 346 gr di lievitino
  • 157 gr di farina 00 tipo manitoba
  • 78 gr di zucchero
  • 47 gr di tuorlo d’uovo
  • 78 gr di uova intere
  • 71 gr di burro
Totale primo impasto: 777 gr circa

Secondo impasto:
  • 777 gr di primo impasto
  • 284 gr di farina tipo manitoba
  • 2 gr di sale
  • 31 ml di aroma spumadoro
  • 73 gr di tuorlo
  • 8 gr di latte in polvere
  • 1 gr di lecitina di soia
  • 215 gr di zucchero a velo
  • 105 gr di uova intere
  • 10 gr di burro di cacao micronizzato
  • 157 gr di burro
Totale secondo impasto: 1663 gr circa

Procedimento:
Iniziamo con il rinfrescare il giorno prima la pasta madre; partendo con il primo rinfresco alle 4 del mattino avremo la pasta madre pronta per andare in produzione alle 15:30 ora in cui partiremo con la preparazione del nostro Pandoro.
Per rinfrescare la pasta madre procediamo come segue:
Ore 4 - Bagno purificatore
Preleviamo dal frigo la pasta madre e lasciamola acclimatare per circa 30 min. a temperatura ambiente. Riempiamo un contenitore d'acqua a 38° circa, trascorsi i 30 min. tagliamo il lievito madre a fette di 3 cm circa e immergiamoli nell' acqua per il bagno per 30 min. circa.
Ore 5 - Primo rinfresco preparatorio:
Passati i 30 min. strizziamo il lievito dal bagno purificatore e pesiamone 100 gr; mettiamo il lievito nell' impastatrice e uniamo 100 gr di farina manitoba e 40 gr di acqua a 25°. Impastiamo per circa 10 min. ottenendo un impasto unito e omogeneo. Stringiamo l' impasto con le mani dandogli la forma di una sfera, incidiamo la superficie a croce e sistemiamola in un contenitore di plastica, coprendola con un telo pulito. Mettiamo la nostra pasta madre a lievitare ad una temperatura di 28° 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità). Lasciarla a lievitare 3, 30 ore circa.
Ore 8,30 - Bagno purificatore:
Prendiamo la pasta madre ormai raddoppiata, scopriamola e togliamola dalla ciotola in cui l' avevamo messa; aiutandoci con un coltello a sega eliminiamo eventuali croste che si saranno formate in superficie, tagliamola a fette e rimettiamola a bagno in acqua a 20° per altri 30 min.
Ore 9,00 - Secondo rinfresco preparatorio:
Strizziamo nuovamente la pasta madre, mettiamone 100 gr nell'impastatrice aggiungiamo 200 gr di farina manitoba e 80 gr di acqua a 25°. Impastiamo il tutto per 10 min. circa, otterremo un impasto unito. Stringiamo l' impasto dandogli la forma di una sfera, formiamo sulla superfice un taglio a croce abbastanza profondo; sistemiamo l' impasto in un contenitore di plastica copriamo con il telo e facciamo lievitare 4,30 h ad una temperatura di 28° / 30° con (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).
Ore 12,30 - Terzo rinfresco preparatorio:
Prendiamo la pasta madre dal contenitore dove l'avevamo messa, con l'aiuto di un coltello a sega eliminiamo la crosta esterna. Senza effettuare nessun altro bagno pesiamone 100 gr mettiamola nell'impastatrice aggiungiamo 200 gr di farina e 80 gr di acqua e impastiamo per 10 min. circa, otterremo un impasto omogeneo. Pesiamone 200 gr appena rinfrescata, avvolgiamola in un sacco di propilene, e successivamente in un telo, leghiamola con una corda resistente e mettiamolo in frigo per le produzioni successive. Stingiamo il rimanente impasto, diamogli la forma di una sfera, formiamo sulla superficie una croce adagiamola in un contenitore di plastica copriamolo con un telo e facciamolo lievitare fino al raddoppio ad una temperatura di 28° / 30° (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).
NB: sicuramente vi avanzerà un pò di pasta madre oltre a quella che utilizzerete per il pandoro, decidete Voi che farne, io ho fatto una pagnotta di pane...
Ore 15,30:
La nostra pasta madre è pronta per essere utilizzata per fare il nostro pandoro, scopriamo il contenitore, con l'aiuto di un coltello a sega eliminiamo la crosta esterna e senza effettuare nessun altro rinfresco pesare la dose di pasta che ci serve come indicato nella ricetta.

Ore 15,30 - Lievitino:
Pesiamo tutti gli ingredienti del lievitino, inseriamo nella ciotola dell' impastatrice la farina, le patate lessate e ridotte in purea, il sale, il tuorlo, l'acqua, il lievito di birra e la pasta madre.
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Iniziamo ad impastare a vel. minima per 3 minuti dopo passiamo a vel. 2 e continuiamo ad impastare per 17 min.
Ore 16,00 - Lievitazione
Depositiamo il lievitino in un contenitore di plastica e mettiamo in forno a lievitare coperto con un foglio di domopack per alimenti (io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).
Se la lievitazione è stabile e non subisce sbalzi di temperatura, il lievitino raggiunge il suo sviluppo dopo circa un' ora; se trascorso questo tempo l'impasto non risultasse pronto attendere il completo sviluppo, in quanto anticipare i tempi significherebbe ottenere un prodotto finito con un' alveolatura più chiusa allungandone anche i tempi delle lievitazioni successive. Ecco come si presentava il mio dopo 75 min.
Ore 17, 15 - Primo impasto:
Pesiamo tutti gli ingredienti e inseriamo nella ciotola dell' impastatrice il lievitino con la farina;
facciamo amalgamare a vel. minima per 3 min. poi passiamo a velocità 1 per 2 minuti fino ad ottenere quasi un corpo unico. Aggiungiamo i tuorli e le uova intere
e impastiamo a velocità 1 per 5 minuti. Poi aggiungiamo lo zucchero semolato e continuiamo ad impastare a velocità 1.
Dopo qualche minuto l'impasto prende corpo, fino a risultare liscio, aggiungiamo in più riprese il burro ammorbidito
e continuiamo ad impastare per 15 min. circa, a questo punto avremo un' impasto liscio ed omogeneo.
Ore 17, 45 - Lievitazione:
Depositiamo l' impasto che dovrà risultare liscio ed omogeneo con una bella maglia glutinica formata,
all' interno di contenitore di plastica e mettiamo a lievitare ad una temperatura di 30° per 45 min.(io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).Se la lievitazione avviene in un ambiente senza il controllo dell'umidità copriamo il contenitore con un foglio di domopack.
Ore 18, 00 - Emulsione:
Nella ciotola dell' impastatrice con la frusta, emulsioniamo il burro a temperatura ambiente 20° con il burro di cacao, il sale, lo zucchero a velo, il latte in polvere, lo spumadoro, la lecitina di soia, le uova intere e i tuorli. Emulsioniamo per 12 min. a vel. 3 staccando se necessario il burro dalla frusta. Ottenuta una sorta di crema conserviamo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
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Ore 18, 30 - Secondo impasto:
Inseriamo nella ciotola dell'impastatrice il primo impasto con la farina
e facciamo amalgamare partendo dalla velocità minima per 3 minuti per poi aumentare a vel. 1 per 8 minuti , poi uniamo in più riprese l' emulsione facendola incorporare bene a vel. 1 per 20 minuti circa.
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Ore 19, 30 - Puntatura impasto:
Poniamo l'impasto che dovrà risultare liscio e mogeneo con una bella maglia glutinica formata, all' interno di un contenitore di plastica, e lasciamo riposare per 30 min. ad una temperatura di 30°.
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(io l'ho messa in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità).Se la lievitazione avviene in un ambiente senza il controllo dell'umidità copriamo il contenitore con un foglio di domopack.
Ore 20, 00 - Preparazione degli stampi:
Ungiamo accuratamente con burro morbido, non sciolto, l'interno degli stampi in alluminio,
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prestando particolare attenzione alle insenature aalla base dove non ci dovranno ne essere zone non unte e nemmeno accumuli di burro che farebbero attaccare ancora di più il pandoro.
Ore 20, 15 pezzatura e formatura:
Terminato il processo di puntatura dell'impasto, il quale nel frattempo avrà iniziato a lievitare, versiamoil tutto sul tavolo
e iniziamo la fase di pezzatura, per cui dividiamo l'impasto in pezzi da 825 gr ciascuno,
l'impasto risulterà piuttosto morbido per cui aiutandoci con una spatola lavoriamolo ribaltandolo verso l' interno. Facciamo riposare l'impasto per 15 min. a temperatura ambiente.Riprendiamo i panetti singolarmente e ripetiamo l'operazione di consolidamento della pasta, prendiamo l'impasto con la spatola e versiamolo all' interno dello stampo imburrato in precedenza.
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Passiamo i pandori così formati in forno ad una temperatura stabile di 30° (io l'ho messi in forno a 30° con una ciotolina d' acqua calda per mantenere l'umidità) dalle 7 alle 10 ore .

I miei hanno impiegato 7 ore a raggiungere il bordo.
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Ore 3, 15 / 3,30 Cottura:
Il pandoro è pronto per la cottura quando il suo sviluppo arriva a circa 2 cm dal bordo; a questo punto togliamo gli stampi dal forno, accendiamolo e impostiamo la temperatura a 160° forno statico. Posizioniamo gli stampi a temperatura ambiente al fine di far formare una sottile pelle sulla superficie. Formata questa sottile pellicina, aiutandoci con un ferro da lana o uno stecchino, formiamo dei piccolissimi fori sulla superficie per evitare la formazione di grosse bolle d'aria in cottura.
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Appena il forno raggiunge la temperatura inforniamo i pandori poggiandoli sulla griglia in basso (sulla prima tacca del forno) e cuociamo i primi 25 min. a 160° forno statico e gli ultimi 20 min. cuociamo sempre a 160° ma passando al ventilato per ottenere una cottura uniforme e per far asciugare il pandoro.
Ore 4, 30 / 4,45 Sformatura:
Sforniamo il pandoro, depositiamolo sulla griglia per il raffreddamento e lasciamolo nello stampo per minimo 60 minuti.
Trascorso questo tempo, copovolgiamolo, sformiamolo e facciamolo raffreddare bene prima di confezionarlo per almeno 10 ore.
Ore 14, 45 Confezionammento:
Con questa ultima fase importante termina "finalmente" il lavoro; prendiamo il pandoro utilizzando dei guanti in lattice (questo serve per evitare che si formino delle muffe nel pandoro), porlo all' interno di un sacchetto in propilene per alimenti all'interno del quale avremmo nebulizzato dell' alcool buongusto a 95°. Il pandoro raffreddato correttamente e così confezionato, conservato in un ambiente asciutto e fresco, rimane inalterato e soffice per almeno 60 giorni.
Il servizio:
Poco prima di servirlo mettiamo il nostro pandoro vicino ad una fonte di calore questo farà si che il burro si addolcisca e il pandoro riacquisti la sua fragranza.
Mettiamolo su un piatto da portata, spolverizziamo di zucchero a velo e tagliamolo a fette.

Il nostro pandoro è pronto!!
Spero Vi piaccia...
Buon Natale a tutti!!
I vini consigliati dall' enologo Calogero Statella sono:

Considerazioni: il più classico dei dolci tipici natalizi non può che essere abbinato ad un vino italiano classico. Ci vuole innanzitutto un vino frizzante o spumante piuttosto dolce o per dirla alla francese "Demi sec". Scegliendo quindi un vino di questa tipologia non sbagliate sicuro; non fate assolutamente l'errore che fanno tanti di abbinare uno spumante secco con il dolce solo perchè si deve fare il brindisi! Ricordatevi che gli spumanti secchi vanno bevuti solo come aperitivo o con menù specifici a tutto pasto, ma MAI con il dolce! Tornando al nostro pandoro l'abbinamento più classico e più riuscito in assoluto è con uno dei vini italiani più famosi al mondo, purtroppo un pò inflazionato dall'industria ma scegliendo le cantine giuste..........sto parlando del:
  • Moscato d'Asti d.o.c.g.
Cantine consigliate: La Morandina - Saracco - Contratto


Francesco
NB: questa ricetta è stata liberamente tratta dal libro "la pasta lievitata secondo l' Etoile" di Francesco Favorito che ho avuto il piacere di conoscere.
Editore Boscolo Etoile.

mercoledì 8 dicembre 2010

Torta di pere al vino rosso



Buon giorno cari amici, come state? oggi è un giorno speciale e in molte case si prepareranno gli addobbi di Natale....io forse li farò oggi pomeriggio visto che oggi lavoro, ma per festeggiare questo giorno speciale ho voluto nonostante tutto preparera un dolce per iniziare a darVi qualche spunto per il pranzo di Natale.
Per questa fantastica crostata, ho usato una farcitura di pere, cotte nel pregiato brachetto e sistemate a una a una sulla frolla, con un inconsueto decoro a intaglio che evidenzia il colore del ripieno. Per incidere la pasta usate pure uno stampino a stella; i ritagli cotti in forno, diventeranno dei graditi biscottini per i vostri bambini...

Ma veniamo alla ricetta!!

Ingredienti: per 8 persone stampo da 24 cm
340 gr di farina 00
150 gr di burro da frigo
50 gr di acqua fredda
3 pere abate o kaiser
1 stecca di cannella
4 grani di pepe nero
un pizzico di zenzero in polvere
60 gr di zucchero
500 gr di brachetto

Per la gelatina:
100 gr di marmellata di ribes
50 gr di acqua
15 gr di succo di limone
8 gr di amido di mais
40 gr di zucchero
10 amaretti
un pizzico di sale.

Procedimento:
Nel boccale mettiamo 30 gr di zucchero e polverizziamo 10 sec. vel. 7, uniamo la farina, il burro da frigo a pezzetti, un pizzico di sale e 50 gr di acqua fredda e impastiamo velocemente 40 sec. vel. 5. Togliamo l' impasto dal boccale, lavoriamolo sul tavolo dandogli la forma di una palla, avvolgiamolo nella pellicola e facciamolo riposare 30/40 min. in frigo.
In una casseruola portiamo a ebollizione il vino con le spezie e i 30 gr di zucchero rimasto e facciamo sobbollire per 5 min. Tagliamo le pere, sbucciamole affettiamole non troppo sottili, immergiamole nel vino e cuociamole per 3 min. dall'inizio del bollore. Scoliamole aiutandoci con un colino e raccogliamo nuovamente il vino nella casseruola. Rimettiamo il vino sul fuoco e facciamolo ridurre della metà, dopo facciamolo raffreddare, filtriamolo e riponiamolo in frigo fino al momento di servirlo.
Accendiamo il forno e impostiamo la temperatura a 180°
Togliamo la pasta frolla dal frigo, lasciamola acclimatare 5 min. dopo tagliamo due fogli di carta domopack uniamoli e adagiamoli sul tavolo, dividiamo la frolla in due pezzi il primo del peso di 300 che ci servirà per la base, il secondo di 200 che ci servira per chiuderla. Stendiamo il primo pezzo di pasta adagiandolo sul domopack e coprendolo con un altro foglio sempre di domopack stendiamolo dello spessore di 3 mm circa. Otterremo così un disco di pasta con il quale andremo a foderare lo stampo precedentemente imburrato e infarinato. Punzecchiamo il fondo e cospargiamolo con gli amaretti sbriciolati. Distribuiamo sopra le pere a chiocciola, stendiamo la pasta rimasta con lo stesso procedimento di prima e sistemiamola sul ripieno sigillando i bordi.
Con un tagliapasta ritagliamo delle stelle e asportiamole delicatamente; Inforniamo a 180° per 40 min.
Sforniamo la crostata e lasciamola intiepidire.
Andiamo a preparare la gelatina; versiamo nel boccale l'amido, lo zucchero, il succo di limone, l'acqua e la marmellata di ribes, cuociamo 10 min. 90° vel. 3. Versiamo con un cucchiaino la gelatina ottenuta nelle aperture a forma di stella e facciamo raffreddare.
Poco prima di servirla adagiamo sopra la gelatina i biscotti a stella che avevamo tolto dalla torta e cotto, ( questo espediente ci servirà per non spolverare di zucchero a velo la gelatina che così rimarrà intatta) spolverizziamo di zucchero a velo, togliamo i biscotti da sopra la gelatina e serviamola accompagnata con lo sciroppo di vino filtrato.

La crostata è pronta!!



Spero sia di Vostro gradimento...

I vini consigliati dall' enologo Calogero Statella sono:

Considerazioni: in una ricetta come questa, dove uno dei componenti è un vino perchè non abbinare lo stesso vino utilizzato come ingrediente? Ancor più se il vino in questione è un piemontese di grande qualità che, nonostante i tentativi di speculazione degli ultimi anni, è riuscito a mantenere una specifica identità grazie alle sue caratteristiche aromatiche uniche. Per non avere sorprese comunque vi suggerisco una certa attenzione nella scelta della cantina ma soprattutto della denominazione; infatti il VERO Brachetto è il:

  • Brachetto d'Acqui d.o.c.g.
Cantine consigliate: Braida - Marenco


Buona giornata a tutti ...
Francesco

lunedì 6 dicembre 2010

La ciambella Mr. Day




Ciao a tutti, come state? Oggi vi posto una deliziosa ricetta, non crederete mai come ne sono venuto a conoscenza.... mi trovavo sul blog di pasta, amore, fantasia e... (del mio amico Fabio), che l'aveva fatta dopo averla vista sul blog di Dolci e pasticci di una Zerofolle in cucina (della mia amica Anna), che a sua volta l'aveva presa sul blog di Menta e cioccolato (di Morena) insomma un giro non indifferente...incuriosito e divertito da questa cosa, ho pensato visto il grande successo che questo dolce aveva riscontrato in rete, di rifarlo....beh che dirvi?
Provatelo è sensazionale.....

Ingredienti: per una ciambella da 24
200 gr di burro a temperatura ambiente
150 gr di zucchero semolato
4 uova
125 gr di farina di riso
125 gr di amido di mais
6 gr di lievito per dolci
2 bustine di vanillina
1 pizzico di sale
Procedimento:
Accendiamo il forno e impostiamo la temperatura a 180°
Nel boccale asciutto e pulito mettiamo lo zucchero semolato e polverizziamo 10 sec. vel. 10, raccogliamolo verso il fondo con la spatola e uniamo il burro morbido a pezzetti e montiamo 2 min. vel. 3. Azioniamo il bimby a vel. 2 e con le lame in movimento incorporiamo le uova 1 alla volta aspettando che si sia amalgamato bene il primo, prima di aggiungere il successivo e aggiungiamo un pizzico di sale. Fatto questo apriamo il boccale, aggiungiamo le farine mischiate con la vanillina e il lievito e amalgamiamo 30 sec. vel. 5, apriamo il boccale spatoliamo bene e impastiamo nuovamente 20 sec. a vel. 5.
Imburriamo e infariniamo uno stampo a ciambella del diametro di 24 cm. (Io ho usato quello in silicone), versiamo dentro il composto e inforniamo a 180° per 30 min.
Facciamo raffreddare il dolce direttamente nello stampo e una volta freddo sformiamolo in un piatto da portata, spolverizziamo di zucchero a velo e gustiamolo....



Il dolce è pronto!!



Buona colazione a tutti!!

Francesco

Cavolini di bruxelles e scalogni alla birra con dadolata di salsiccia croccante





Ciao a tutti amici miei, mio malgrado in questo periodo riesco a stare poco in Vostra compagnia, al lavoro c'è tanto da fare per cui non riesco a trovare il tempo di fotografare quello che faccio, e di condividerlo naturalmente con Voi.
Qualche giorno fa avevo fatto i cavolini di bruxelles gratinati al forno, poi la mia vicina di casa me ne ha regalati un altro po' così mi son detto perchè non li facciamo come li faccio spesso e cioè alla birra?
Nel piatto che vado a proporvi ci sono anche gli scalogni che rendono il piatto davvero speciale....
Ma eccovi la ricetta:

Ingredienti: per 4 persone
500 gr di cavolini di bruxelles
10 scalogni
100 gr di salsiccia a cubetti
1 birra chiara piccola da 33 cl
sale e pepe Q.b.
80 gr di olio EVO

Preparazione:
Laviamo e mondiamo i cavolini e gli scalogni; in una padella capiente versiamo l'olio e scaldiamo un paio di minuti, aggiungiamo i cavolini ben asciutti, gli scalogni e saltiamo a fiamma moderata 4/5 min. Aggiungiamo la salsiccia a cubetti e insaporiamo per altri 5 min. mescolando spesso e facendo attenzione che non si bruci, a questo punto saliamo pepiamo e versiamo alla base la birra. Alziamo la fiamma e cuociamo 15 min. a fiamma vivace, finchè la birra non si sarà asciugata del tutto. Togliamo il tegame dal fuoco, aggiustiamo di sale e pepe se necessario versiamo il tutto in un piatto da portata e serviamo ancora caldo.

Il piatto è pronto!



Spero vi piaccia..



I vini consigliati dall' enologo Calogero Statella sono:

Considerazioni: anche se questo piatto si può considerare un contorno, come è successo in altre occasioni, vi suggerisco comunque un abbinamento con il vino giusto, nell'ipotesi che qualcuno di voi lo mangi come secondo. Infatti è un piatto a base di verdure ma la presenza della salsiccia lo rende più gustoso e appetitoso di un semplice contorno. Per questo piatto ho pensato ad un vino sardo da poco entrato nel novero dei grandi vini italiani grazie ad alcune aziende che hanno orientato i loro sforzi verso l'alta qualità. E' un vino con un carattere forte ed una piacevolezza che difficilmente si trova in altri vini dell'isola, soprattutto se si assaggia dopo alcuni anni di invecchiamento; sto parlando del:
  • Carignano del Sulcis D.o.c.

Cantine consigliate: Santadi - Sardus Pater

Alla prossima ricetta
Francesco

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